Sono un prototipo-progetto di un percorso con spina e frusta, ciò che mi è stato insegnato, ciò che è stato il torto di qualcun altro, il beneficio che mi hanno consegnato in dono, sono la mia vecchia strada.
INTORTATA DA "QUESTA"
Mentalmente cerebrale
allusioni incoscienti
e non per questo devastanti.
Puramente ambulante
nelle sottigliezze delle percezioni.
Come vedi, incoraggiata
da un esercito circostante.
Mediamente allettante
succhiare il midollo dell’essenza
non vedi? E chi lo ferma più.
Distrattamente attaccata
l’allusione dell’insensibilità
si scolla via
si scolla via di qua.
Freneticamente incasinata
disattenta per le volte dedicate
alle difese dagli attacchi a sorpresa.
Forte ma sintetica.
Ti piace il disegno?
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IL FANCIULLINO
Cinque del mattino
una mano morsicata fino all’osso
tanto sonno e immenso desiderio
un via vai di genti
e lussuria nei brividi per tutto il corpo.
Sei della sera
un accenno di miglioramento
termometro rotto per terra
un amuleto che si stringe al collo
e desideri di collassi
a lunga scadenza.
La giovane venere
se ne sta sdraiata al suolo
marmo rosa l’avvolge
e penso
ora riderà.
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No, grazie A TE, per aver avuto la sensibilità di ricordarCi quel particolare primo giugno 2006...
HO SBAGLIATO TUTTO. ANCHE TU.
Di poche righe, non vedo il fondo della mia gola. La caverna la proboscide la giugulare.
Non sono mai stata quella di cinque mesi fa, forse per mia scelta, ed ora mi manca tutto di me.
Si cambia sai, ogni tre settimane. Questa è una cosa che ho imparato a mie spese. E tu no.
Volevo provare con uno come te, perché la mia vita scorre su un filo incomprensibile.
Un binario tutto alla rovescia, ma che sento come gli animali sentono i terremoti, io lo vedo di più.
Parleranno di come sono e di come non sei stato, ma nemmeno io ho più ispirazione.
Non ha senso questo periodo. Non ha senso. Non ha senso. Non ha senso questo periodo.
Ore 18 e 30, esco da lavoro. Metto cuffie agli orecchi e mi avvio verso l’uscita P.Pitty.
Nulla di che, solo un forte rumore dentro.
Ore 19 e 30, respiro a fatica. E tu ancora niente.
Nulla di che, se penso che posso questo ed altro.
Ore 20 e 30, ti chiamo io, sbattendomi di me e di ciò che sono.
Nulla di che, sei spento e giuri a te stesso di non parlarmi.
Ore 3 e 30 del mattino. Apro gli occhi. Sono incazzata anche io.
Ore 5 e 30 del mattino. Non dormo da ore. Sono una che capisce al volo.
Mi hai liquidato con tre parolacce e sei scappato via. Io non mi faccio liquidare così e ti ho rincorso.
Se avessi rispettato di più i miei di tempi, a quest’ora avrei recuperato, chiedo scusa a mestessa.
Ti sei chiesto con che genere di persona hai avuto a che fare. Me lo hai chiesto perché non ti sei mai avvicinato con interesse e curiosità al mio mondo. Perciò te lo spiego:
tranquillo non sono una mafiosa.
tranquillo non sono un’idiota mezza tacca.
non sono una che piange su se stessa, tranquillo.
non sbrodolo su gli altri e non sul latte versato.
posso sembrare piccola e fragile ma sono molto più forte di te.
non sono una gran leccaculo, dico le cose che mi passano per la testa.
purtroppo per la testa passano cose come Passione Irrazionalità Correttezza, cose di cui disconosci il significato e le scambi spesso per Incoerenza e Contraddizione.
poi che altro sono?
sono di mille sorrisi anche in mezzo alle catastrofi. Ma non leggi tra le righe.
sono una piena di talenti magari a metà.
sono quella che imbratta le mani di colori e ti fa un quadro. Avevo 3 anni quando capii.
sono una che scriveva ed ora ci prova a scrivere ancora. Avevo 18 quando lo promisi a uno che moriva.
sono una che vede i particolari non che li percepisce, li vede proprio. Attraverso i buchi.
sono una che quando sente le cose le vede come in una foto. Te l’ho già detto ma mi hai detto che non capivi.
sono quella che piglia e fa una foto. sono quella che piglia e ti regala un pezzo di sé.
sono normale in mezzo a un mucchio di pazzi.
Non ti è bastato? Hai avuto paura che fossi pericolosa? Volevo proteggerti non sbranarti.
Ho smesso di mangiare carne umana. Sto ridendo. Sto ridendo.
Non ti basta?
Sono passata io per quella stronza, quando non ho fatto niente. Niente ricordatelo.
Adesso basta, non rincorro più uno qualunque che mi tratta come una robetta da niente.
E adesso so che non ho fatto nulla tranne che provarci a imparare questo strumento nuovo, non ho fatto niente per meritarmi il trattamento dei pesci in faccia.
Niente me lo ricorderò pure io.
Adesso basta.
Di poche righe, visto?
“banale ed infantile ma è così”
Gente che non può annusarmi manco le scarpe. Ho dato una possibilità a tutti. Due-se proprio ne valeva la pena. Ma quando dico Basta Io è basta per sempre. Io-occhio per occhio dente per dente. Io-pane a pane vino a vino. Le donne mie examiche: Se parlo dicono che non voglio che si distolga l’attenzione verso di me, se parlano di me per loro sono egocentrica, se chiudo il becco mi dicono che sono depressa. I maschi examici: se mi apro vogliono qualcosa in cambio, se mi confido non sono disinteressati, se non ho nulla da dire o s’innamorano o mi vogliono scopare. Mi è stato detto: Ma tu davvero pensi solo a te stessa! Se l’avessi fatto non mi sarei fatta ferire da te. Ora devo cominciare da oggi. Devo cominciare a prendere il gusto del mio egoismo. Il mio piccolo genio è al lavoro. C’ho pensato-non tanto-ma c’ho pensato: È dall’Ultimo dell’Anno che una parte di me è scappata. Ora devo solo andare a cercarla. Devo andare a ritrovarla. Mi sono persa, sì è così, dall’Ultimo dell’Anno. Dev’essere stato tra quell’ultima immagine. Quella strada al buio. Fra quegli alberi. Deve essere stato tra lui che mi ha messo le mani addosso e tu che non mi hai neanche sfiorata. Che dormivi al mio fianco, che io tremavo e non c’era freddo, e tu con i jeans neanche respiravi per non fare rumore. Io lì mi sono persa. Io ieri mi sono persa. Io giovedì mi sono persa. Io la settimana scorsa mi sono persa. Io sabato mi sono persa o era domenica? Io a gennaio non so più dove sono andata. Io a marzo non mi sono più trovata. Io ad aprile non c’ho capito più niente. Ora devo cominciare da Oggi. Però, però, però, chi non ha mai sbagliato nella vita che la scagliasse la prima pietra! Io, accidenti! Ho la coscienza pulita e un sacco di pietre davanti. Non ne ho scagliata nemmeno una. Non sono, non sono, non sono tutta questa grande roba. La merda è spiaccicata per terra. Ora faccio l’ermetica. E di merda in quella strada ce n’è tanta. Per terra. E sono sempre i padroni dei cani che si dimenticano di pulire. L’altro giorno ne ho visto uno. Poi due, poi tre, poi un’infinità. Ora però, mi sono rotta il cazzo. Sono tutto-tutto-tutto quello che vi pare, tranne che stronza-ricordatevelo. Dispiace per me. Le donne mie examiche non ci sono mai state davvero. I maschi examici sono sempre in ritardo. E c’è anche chi arriva dopo. E chi ritorna quando ha capito. Solo che avevo capito prima. Raramente se mi metto a cercare il pelo nell’uovo non lo trovo. Poi alla fine. Geniale spengere il cervello. Mi prendo le responsabilità da quando ho 3 anni, le mie colpe, le scemenze, le pezze, le cazzate e tutto il resto, ma non mi voglio prendere anche le colpe che non m’appartengono. Nessuno mi farebbe il favore di andarsene! Se non rispondo è perché ti sto aprendo gli occhi. Amica-mia. Se non rispondo è perché sto parlando. In verità. Se non ti rispondo è perché ti sto spiegando qualcosa. Giudicano-io-non-mi-permetterei.mai. Non sono granché a farlo. Io sono più sveglietta. Osservo. E dipende da me. E ho il mio carattere per farmi inculcare le cose. E ho il mio pensiero. Ascolto. Mia sorella in fondo è l’unica che sa Chi Sono. E a ‘sto punto anche la mia nipotina. La mia gatta è l’unica che mi ha rispettata. Ho capito perché mi sono messa a correre. Sono scappata. Ero spaventata. Ora devo solo andare a vedere dove mi sono cacciata. Ch’ero tanto bella in bilico fra l’equilibrio e la piattaforma e le poesie. Ch’ero tanto bella. Ch’ero tanto orgogliosa. Ch’ero intoccabile. Pulita-morbida-sanguigna-come una bistecca alla fiorentina. Sono tutti pieni quando divento scomoda. Il giudizio che hanno le persone che mi conoscono bene è insindacabile!
Penso: Gente che non può annusarmi manco le scarpe. Chi non si confida è un grande.
C. PUNTO SECONDO
Hai camminato con la schiena sul suolo
convulsioni da tener sottocontrollo
palmi delle mani in aria
ti sei addentrato nel mondo
che detesti e ne sei fiero.
Un’ora a caso della vita
un fastidio da annientare subito
giorni cruciali e brandelli masticati
pari un angelo in queste condizioni.
Hai oltrepassato lo sbaglio
perché diavolo non sei
e non lo sei mai stato.
Pestati, calpestati
baciati l’uccello
graffiati i bicipiti
osservati la scapola destra
nel centro
ficcati un’occhiata
di sbieco.
Ora sei apposto.
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